Il natale che vorrei, che vorresti. Davvero.

Manca ormai qualche giorno alla vigiglia di natale, ed io onestamente non ho ancora comprato nulla per nessuno, a malapena ho allestito delle decorazioni in casa ed un modesto albero di natale, ho fatto tutto questo”minimo”per mia figlia, che, catapultata in questo mondo che con occhi infantili , bisogna dirlo, è bellissimo , ne “esige” l’atmosfera, con tutto quello che comporta.

Quindi albero rispolverato dalla  cantina.Si preferisco un albero finto che uno nato e  destinato a finire, staccato dalle sue radici , se va bene,  come legna da bruciare a meno che non si abbia un alberello in vaso che poi si pianterà in un giardino quando reclamerà il suo meritato spazio.

Natale questo sconosciuto…consumo e solo consumo, quando cresci lo sai, ed è triste da ammettere ma questa festività non è altro che consumismo o meglio si “delinea” a questo scopo da una società sempre piu diretta ai rapporti superflui.

Superflui come i regali che forzatamente compriamo ad amici, familiari e per i piü fanatici del caso anche a conoscenti che magari  vediamo si e no un paio di volte l’anno.

Ma perche ci regaliamo i regali a natale?

Non basta stare insieme, mangiare tante cose buone e ubriacarsi di leggerezza e buon vino?

Qual’è lo scopo? Sappiamo perche lo facciamo?

Ecco questo è un tipico esempio di comportamento acquisito fin da un infanzia marchiata dal se fai la brava/ il bravo,  babbo natale ti porta tanti regali, cresciamo quindi con questo meccanismo che poi muta quando,scoprendo che babbo natale non è nessuno e che il rosso del suo abito è una trovata( peraltro ammettiamolo geniale) commerciale, cresciamo e realizziamo il perverso meccanismo del 24, 25 dicembre e dei regali….se sei bravo babbo natale sarà generoso, che si traduce, in età adulta come: “comportati come vuole la società e andrà tutto bene”.

Comportati quindi come gli altri vogliono.Ci vuole fegato…no ego…molto ego.

 

L’altra sera mi trovavo per casoa passeggiare con chi amo nelle vie del mio centro cittadino per andare a mangiare non molto distante da li  , un mercatino di natale faceva da contorno ad un atmosfera tipicamente natalizia…la gente era gremita e, osservandola dal mio punto di vista non ho potuto fare a meno di notare un ambiente decisamente artefatto, un abito indossato in apparenza bene, che andava a coprire come un enorme coperta pesante la gente, i pacchetti nei sacchetti delle loro mani infreddolite e quelle musiche in sottofondo- anche qui -tipicamente natalizie.

Tutto tipico, tutto clichè, i volti , tutti uguali nascosti da una benestante apparenza quasi maniacale, nell’enorme messinscena del nostro tempo…per un attimo mi sono chiesta se sono anchio cosi e se, sotto la coperta ci stavo pure io li , un pensiero che mi ha colpito con un pugno allo stomaco, ma io, beh ero li solo per caso.

Questo è il natale che non vorrei…come lo vorrei?

solo una festvità per riposarsi dall’angosciante vita quotidiana, una forzata convivenza alla quotidianità imposta , come quella coperta pesante..

Una pausa con chi ami, mangiando e ubriacandosi di leggerezza e buon vino, ma questo l’ho gia scritto, ricordate?

Citando Antoine de Saint Exupèry,” l’essenziale è invisibile agli occhi”.

Un saluto lucciole.

www.comeunalucciola.net

 

Autore dell'articolo: Lucciola1988

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